lunedì 8 febbraio 2010

visuale di tessuti cerebrali dell'ape con Blu di toluidina


Fotografia di sezione della testa di ape, eseguita al microscopio confocale, presso il dipartimento DIBIO dell'Universuta' di Genova in Italia (giugno 2008). La colorazione istologica della sezione (immersa in resina sintetica) con Blu di toluidina determina una metacromasia, in cui parti di tessuti a costituzione prevalentemente basica si colorano in blu-viola, mentre le parti di tessuti contenenti mucopolisaccaridi acidi assumono un colore rosso fucsia. La fotografia inferiore raffigura una piccola parte del cervello dell'ape, presumibilmente le regioni simmetriche beta localizzate sotto i calici e costituenti nell'insieme i corpi fungiformi dell'ape, centri di integrazione sensoriale; le regioni beta sono limitate superiormente ed inferiormente da un leggero strato nastriforme nero di chitina. La fotografia limitrofe superiore alla piccola foto, rappresenta una regione beta posta vicino ad un gruppo di voluminose cellule ghiandolari, mentre si trova distanziata a destra ad una struttura nastrifforme nero densa di chitina. L'altra fotografia superiore corrisponde ad un ingrandimento di una regione beta.   Posted by Picasa

ricerca di ChAT (colina-acetiltransferasi) nel cervello dell'ape


Fotografia di sezione della testa di ape pretrattata con imidacloprid (formula chimica sopra esposta), eseguita al microscopio confocale, presso il dipartimento DIBIO dell'Universita' di Genova in Italia (gennaio 2009). La sezione immersa in paraffina rappresenta il cervello dell'Ape Mellifera, in cui si è effettuato un test di immunoreattivita' (IR) per l'enzima colina-acetiltransferasi (ChAT). L'enzima appartiene al sistema colineregico dell'ape, e viene individuato aggiungendo alla sezione qualche goccia di un'immunoglobulina (Ig) denominata antiChAT; in un secondo tempo viene aggiunta alla sezione qualche goccia di un'antimmunoglobulina (antIg) che prende il nome di Antirabbit FITC: il complesso immunoistochimico: ChAT dell'ape - antiChAT - Antirabbit FITC determina in fluorescenza una colorazione verde chiara, indicando nel cervello la presenza ubiquitaria della ChAT dell'ape a livello pre-sinaptico nelle sinapsi del sistema nervoso centrale. Superiormente si osservano i calici,, sormontati da due ocelli, lateralmente si osservano le medulle,, inferiormente al cervello si pone l'esofago a forma di grosso canale: tra due calici s'interpone un dotto tracheale per il trasporto d'ossigeno ai neuroni del  cervello.
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venerdì 5 febbraio 2010

conferma della presenza di recettori nicotinici (nAchRs) nell'ape


Fotografie di sezione della testa di ape, eseguite al  microscopio confocale, presso il dipartimento DIBIO dell'Universita' di Genova in Italia (giugno 2008).
Fotografia inferiore: ad una specifica frequenza di eccitazione del laser nel tempo, sincrona con il dispositivo di rivelazione, si determina la risoluzione di un'immagine al microscopio confocale che presenta in alcune regioni una colorazione verde chiara brillante, dovuta alla proteina fluoresceina legata al veleno di serpente (alfa-butx o alfa-bungarotossina) che riconosce i recettori nicotinici (nAchRs) per l'acetilcolina (Ach) dell'ape, posti a un livello post-sinaptico di difficile individuazione. I nAchRs  sono individuati a livello delle anntenne cerebrali destra e sinistra che terminano nei lobi antennali (sedi dell'informazione olfattiva). La alfa-bungarotossina si lega alle sub-unita' alfa 7 dei nAchRs dell'uomo, dimostrando in questo caso la presenza delle stesse sub-unita' nei  nAchRs dell'Ape Mellifera; l'alfa-butx occupa i nAchRs impedendo la trasmissione dell'impulso nervoso.
Fotografia superiore: ad una specifica frequenza di eccitazione del laser nel tempo, sincrona con il dispositivo di rivelazione, si determina la risoluzione di un'immagine di una sezione contigua e molto simile della precedente (della fotografia inferiore). La sezione corrispondente alla fotografia superiore è stata trattata con curaro, veleno che blocca la trasmissione nervosa nell'uomo causando paralisi, che occupa le sub-unita' alfa 7 nei nAchRs. In seguito la sezione superiore è stata trattata con alfa-butx, che non puo' legarsi ai nAchRs dell'uomo se sono gia occupati dal curaro nelle sub-unita' alfa 7; cosi' avviene anche nell'ape con gli stessi tipi di recettori nicotinici che in questo caso non assumono nessuna colorazione verde brillante, determinandosi una colorazione verde scura omogenea nella sezione. Le procedure di laboratorio eseguite nelle due sezioni di ape, danno la conferma di nAchRs esistenti in questo insetto.
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un neurotrasmettitore presente nell'ape: la Serotonina




Formula chimica e stereochimica della Serotonina (5-HT) sopra esposti: le sfere blu corrispondono agli atomi di azoto (N), di cui uno è presente nella funzione amminica della molecola, mentre l'altro azoto è collocato in un anello eterociclico con quattro atomi di carbonio (C) costituiti da sfere celesti; l'ossigeno corrisponde ad una sfera rossa,  legato ad un anello benzenico (sei atomi di carbonio di colore celeste): la serotonina presenta quattro doppi legami coniugati lungo la molecola; nella formula stereochimica non sono rappresentati gli atomi di idrogeno (H).
Nell'uomo la  5-HT è un neurotrasmettitore del sistema nervoso centrale, inoltre si trova nelle cellule enterocromaffini intestinali dei mammiferi, e nelle loro piastrine che accumulano (a livello intestinale) la 5-HT presente nel plasma tramite un trasporto attivo, per poi liberarla con un evento traumatico che lacera i tessuti.
Il precursore della Serotonina è l'amminoacido Triptofano. Nell'Ape Mellifera la 5-HT è  stata riscontrata a livello cerebrale.Posted by Picasa

giovedì 4 febbraio 2010

acetilcolinesterasi (AchE): enzima essenziale nel sistema colinergico dell'ape

Fotografia della sezione della testa di ape, eseguita al microscopio confocale, presso il dipartimento DIBIO dell'Universita' di Genova in Italia (novembre 2008).
La sezione immersa in paraffina, corrisponde ad una piccola regione dell'occhio composto dell'Ape Mellifera in cui si osservano alcuni ommatidi.
L'AchE è un enzima presente nel sistema colinergico dei vertebrati ed invertebrati, il suo compito è quello di scindere l'Ach (in colina ed acido acetico) dopo che questa ha raggiunto il recettore nicotinico e muscarinico nella trasmissione dell'impulso nervoso, in modo tale da riattivare i recettori per una seguente arrivo di Ach, e continuare la trasmissione nervosa.
Per individuare l'AchE si è proceduto con una ricerca immunoistochimica, chiamata immunoreattivita' (IR) per l'AchE. Si tratta la sezione con qualche goccia di una immunoglobulina (Ig) che riconosce la AchE dell'ape; l'Ig prende il nome di AntiAchE. Si aggiungono, in un secondo tempo, alcune goccie di un'antimmunoglobulina (antIg) che riconosce l'AntiAchE; l'antIg prende il nome di MOUSE FITC.
Il complesso immunoistochimico: AchE dell'ape - AntiAchE (Ig) - MOUSE FITC (AntIg) sviluppa in fluorescenza un colore verde intenso chiaro, indicando una cospicua presenza dell'AchE dell'ape negli ommatidi dell'occhio composto, rilevando un'alta trasmissione dell'impulso nervoso visivo tramite l'acetilcolina (Ach) a livello dei fotorecettori.
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la Varroa destructor famoso parassita letale per l'ape



La Varroa destructor è un acaro  parassita, ematofago esterno per le api. E' in origine un parassita delle api Apis cerenae di origine asiatica con un ciclo ospite/parassita in equilibrio: meccanismi densita'-dipendenti determinati da scambi di segnali chimici tra ospite e parassita (semiochimici), regolano la presenza del parassita entro livelli tollerabili per l'ospite ; mentre tale ciclo non è in equilibrio per l'ape Apis mellifera, "le nostre api" in cui la Varroa causa il collasso delle famiglie di api mellifere . La lotta alla Varroa è complessa, e puo' essere efficace solo se si conosce il ciclo di questo parassita. L'acaro Varroa destructor, recentemente distinto dalla specie sorella Varroa jacobsoni, è un parassita di Imenotteri appartenenti al genere Apis.
La femmina adulta di Varroa destructor alterna fasi foretiche (si sposta da una colonia all'altra veicolata dalle api) e fasi riproduttive entro le cellette di covata. Essa abbandona l'ape adulta ed entra in una celletta poco prima dell'opercolatura. All'interno della celletta, si nutre a spese della larva (piu' tardi della pupa) e depone 4-6 uova. Lo sviluppo della progenie e gli accopiamenti hanno luogo entro la celletta opercolata. Quando l'ape sfarfalla ed esce dalla celletta, la femmina dell'acaro e le figlie che hanno raggiunto la maturita' (per lo piu' 1 o 2) di norma  rimangono per alcuni giorni  sulle api adulte e in seguito possono iniziare un ulteriore ciclo riproduttivo. Il parassita produce di rado  danni seri ad Apis cerana, in quanto esistono svariati meccanismi che limitano la popolazione dell'acaro su questa specie;   in particolare, Varroa destructor di solito non si riproduce sulla covata di ape operaia (la riproduzione avviene su covata di fuco e pertanto è limitata ad un periodo di tempo piuttosto ristretto) e le api adulte rimuovono attivamente la covata d'operaia infestata. Al contrario, Apis mellifera  di norma soccombe se non si attuano efficaci interventi acaricidi (il collasso è dovuto soprattutto a virus dell'ape, che la Varroa attiva e diffonde, con modalita' non del tutto chiare) Posted by Picasa

martedì 2 febbraio 2010

onde elettromagnetiche una delle cause di morte dell'ape

                                            Un recente studio tedesco condotto dall'Universita' di Landu, ha confermato una possibile correlazione tra l'abbandono degli alveari e la presenza dei terminali mobili. Secondo la ricerca tedesca, le onde elettromagnetiche dei telefonini farebbero infatti perdere l'orientamento dei preziosi insetti rendendoli incapaci di fare ritorno in alveare. Le api come molti altri insetti percepiscono il magnetismo terrestre e sono quindi sensibili alle onde elettromagnetiche. I  telefonini provocherebbero quello che in termini scientifici viene definito " Colony collapse disorder " - ovvero la morte degli insetti lontana da casa. Il fenomeno è stato registrato negli USA, Spagna, Germania, Inghilterra con perdite cospicue di api. Un'indagine filandese di qualche anno, affermava che l'uso eccessivo e decennale del telefono cellulare puo' aumentare (nell'uomo) del 40% il rischio di sviluppare un tumore al cervello. Una ricerca svedese conferma che le onde elettromagnetiche sono in grado di distruggere le cellule cerebrali. Nella ricerca sperimentale dell'universita' tedesca, in un test si è provato a mettere un cellulare vicino ad un'arnia: le api se ne allontanavano senza fare ritorno, lasciando la regina e le operaie addette alle pulizie senza rifornimenti di cibo. Ma alcuni ricercatori si discostano dai dati ottenuti dall'Universita' tedesca, ed è quindi indispensabile continuare nel tempo, con continue verifiche sperimentali, la validita' della moria delle api a causa di onde elettromagnetiche. 

domenica 31 gennaio 2010

il neurotrasmettitore GABA: importante presenza nei vertebrati ed invertebrati

Modello stereochimico dell'acido gamma-amminobuttirico o GABA (formula chimica sopra esposta).
La sfera blu corrisponde all'atomo di azoto (N), ed il suo prolungamento indica un legame chimico con una catena di quattro atomi carbonio (C) metilenici, disposti (forme sferiche celesti) lungo la molecola che scambiano legami chimici tra loro, con l'azoto e l'ossigeno all'estremo della catena metilenica. Il carbonio piu' distale dall'azoto rappresenta un carbonio carbossilico, legandosi con due atomi di ossigeno (O) che assumono forma di sfere rosse. Un atomo di ossigeno presenta due legami chimici con il carbonio carbossilico; l'altro atomo di ossigeno presenta un solo legame con il carbonio carbossilico della molecola. Non sono rappresentati in questo modello gli atomi di idrogeno (H). Il Gaba  è il principale neurotrasmettitore inibitore del sistema nervoso centrale. Viene rilasciato dai  neuroni dei circuiti locali presenti nel cervello (neuroni gabaergici), i quali presentano un piccolo corpo neurale e arborizzano a breve distanza formando principalmente sinapsi asso-assoniche con i neuroni di proiezione (eccitatori). Esistono tre tipi di recettori (sopra indicati) per il GABA, tutti con effetti inibitori.
-recettore GABA A a canale ionotropo attivo a livello post-sinaptico, con una struttura eteropentamerica di sub-unita' proteiche: 2 alfa - 2 beta - 1 gamma, che provoca l'ingresso del cloro all'interno della cellula iperpolarizzandola.
-recettore GABA C a canale ionotropo attivo a livello post-sinaptico, che provoca l'ingresso del cloro all'interno della cellula iperpolarizzandola, ma le sue cinque sub-unita' sono identiche tra loro.
-recettore GABA B metabotropo a 7 domini transmembrana, attivo pre- e post-sinapticamente tramite chiusura dei canali del calcio (Ca) nella terminazione pre-sinaptica (diminuzione della liberazione del neurotrasmettitore a livello pre-sinaptico) e tramite apertura del canale cloro a livello post-sinaptico, iperpolarizzando la cellula.Posted by Picasa

neurotrasmettitore acetilcolina (Ach): un legame tra vertebrati ed invertebrati

Modello stereochimico dell'Ach ( recettore nicotinico, formula chimica dell'Ach sopra esposti). La sfera blu rappresenta l'azoto (N): i suoi prolungamenti dello stesso colore, indicano legami chimici con quattro atomi di carbonio (C) che corrispondono a sfere celesti, di cui tre appartengono al gruppo metilico e i loro prolungamenti corrispondono a legami chimici con l'azoto; il quarto carbonio appartiene al gruppo metilenico, ed i suoi due prolungamenti indicano legami chimici con l'azoto e con un'altro carbonio metilenico (sfera celeste); quest'ultimo presenta due prolungamenti, che corrispondono a legami chimici con un carbonio metilenico (sfera celeste) e ossigeno (sfera rossa) di tipo estereo (dato che l'alcol colina e l'acido acetico reagendo fra loro formano un estere: l'Ach); l'ossigeno di tipo estereo ha due prolungamenti che rappresentano legami chimici con un carbonio metilenico (sfera celeste) e un carbonio carbonilico (sfera celeste); quest'ultimo presenta quattro prolungamenti corrispondenti a legami chimici, di cui due con l'ossigeno (sfera rossa) carbonilico, che scambia analoghi legami chimici con il carbonio carbonilico; l'altro legame avviene con un carbonio metilico (sfera celeste); l'ultimo legame avviene con l'ossigeno estereo, indicando che il carbonio carbonilico fa parte del gruppo funzionale carbossilico del GABA. Gli atomi di idrogeno (H) in questo modello non sono rappresentati; l'atomo di azoto si dice quaternario dato che assume una carica positiva che caratterizza l'azione della molecola. L'Ach viene deposta in vescicole tramite la proteina sinaptotagmina, a livello della membrana presinaptica inerente alle terminazioni del primo neurone, nella trasmissione dell'impulso nervoso; l'Ach viene anche depositata, tramite l'azione della proteina sinapsina I, nella rete actinica presente nelle terminazioni assoniche del primo neurone. Sotto l'azione delle proteine chinasi Ca-Calmoduline dipendenti che fosforilizzano le proteine legate all'Ach, quest'ultima viene liberata nello spazio sinaptico, per poi raggiungere la membrana postsinaptica appartenente al secondo neurone nella trasmissione dell'impulso nervoso, e legarsi a recettori nicotinici o muscarinici.
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elementi cellulari nell'emolinfa dell'ape

L'emolinfa è un tessuto fuido con funzioni analoghe  a quelle del sangue e della linfa dei vertebrati.  A differenza del sangue, l'emolinfa ha una maggiore viscosita' ed è priva di globuli rossi. L'emolinfa si compone di una frazione liquida e di una cellulare.
Il plasma è composto al 92% da acqua, con una reazione leggermente acida (pH 6-7), ed ha proprietra' osmotiche piu' intense di quelle del sangue. Fra le sostanze disciolte si annoverano proteine, lipidi, glucidi, enzimi, ormoni, sali minerali, prodotti del metabolismo azotato (amminoacidi, acido urico). Sono inoltre i carotenoidi, i responsabili della colorazione gialla o verde dell'emolinfa.
La frazione cellulare dell'emolinfa è composta di tipi cellulari differenziati, genericamente detti emociti, pari a 30.000-50.000 per millimetro cubo. Gli emociti si dividono in tre categorie: proleucociti - leucociti - enocitoidi.  I proleucociti sono interpretati  come stadi immaturi di leucociti. I leucociti hanno una evidente funzione di difesa immunitaria, in  quanto sono dotati di proprieta' di fagocitosi. Ignota è la funzione degli enocitoidi
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sabato 30 gennaio 2010

frazione liquida dell'emolinfa dell'ape

Proprieta' fisiche:
volume emolinfa con
-pupe di operaia con occhi marrone pari a 116 ml
-fuco pari a 165 ml
-operaia adulta: decresce di 30-40 ml (neosfarfallata) - decresce a 19 ml in ape che vive in alveare - decresce a 16 ml in ape bottinatrice

Densita': 1050 nei fuchi - 1038/1045 nelle operaie

Osmolarita': 400/600 mOsm/l secondo lo stadio di sviluppo e casta

pH: larva con 6,77/6,93 - pupa con 6,6 - regina adulta vergine con 6,17

Componente chimica:
emolinfa larvale in meq/l: 6/11 di Na - 25/31 di K - 7/18 di Ca - 17/21 di Mg
emolinfa adulto in meq/l: 16/47 di Na - 16/57 di K - 7/18 di Ca - 1/7 di Mg
l'anione a piu' alta concentrazione corrisponde al Cl

Carboidrati:
concentrazione di trealosio, pari a 5-25 g/l che varia secondo lo stadio di sviluppo - glucosio sempre presente a bassa concentrazione (0,5-5 g/l) - il fruttosio è presente a concentrazioni piu' basse del glucosio, ma si elevano a 5-10 g/l nella bottinatrice

Composti azotati:
amminoacidi di larva operaia pari a 12-15 g/l - amminoacidi di ape adulta pari a 6-10 g/l; tutti i 20 amminoacidi costituenti le proteine animali sono stati trovati nell'emolinfa dell'ape; sono stati trovati anche 10 amminoacidi non proteici; si riscontra un alto livello di prolina sia nella larva che nell'ape adulta; le api che vivono in alveare presentano una proteinemia fino a 60 g/l - in bottinatrici la proteinemia raggiunge i 30 g/l; la proteina vitellogenina è presente al 80% nella regina, mentre è al 35% nelle operaie nutrici

Concentrazione fosfolipidica: nell'ape pari a 1,5-5 g/l; larva matura e pupa pari a 100g/l. Componenti:
-0,15-0,3 g/l di acidi grassi liberi; 0,02-0,15 g/l di monoacilgliceroli; 0,25 g/l di diacilgliceroli; 0,1-1 g/l di triacilgliceroli; prevale l'acido oleico in larve femminili; prevale l'acido palmitico e stearico nei fuchi

Steroidi presenti con 0,2-1 g/l

Ormone giovanile JH-III:
-pari a 17 ng/g di omogenato di larve operaie terza eta'; pari a 15 ng/g di omogenato di ape operaia; pari a 100 ng/g di omogenato di ape regina terza eta'; pari a 40 ng/g di omgenato di prepupa di ape regina; pari a 23 ng/g di omogenato di fuco; l'ormone giovanile cresce a basse concentrazioni, pari a 10 ng/g di omogenato di neosfarfallata e 20 ng/g di omogenato di ape che vive in alveare, influenzando il loro comportamento; nel periodo invernale la concentrazione è pari a 5 ng/g di omogenato di ape; il piu' importante ectisteroide dell'ape è il makisterone A con 100-120 ng/g di omogenato
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venerdì 29 gennaio 2010

alla ricerca dei recettori muscarinici nell'ape

Fotografia della sezione di testa dell'ape, eseguita al microscopio confocale, presso il dipartimento DIBIO dell'Universita' di Genova in Italia (giugno 2008)
La sezione è immersa in resina sintetica e corrispondente a tessuto nervoso non specificato; si procede con un processo immunoistochimico che prende il nome di immunoreattivita' (IR) per la molecola bersaglio, e si aggiunge alla sezione qualche goccia contenente una immunoglobulina (Ig) di topo, che prende il nome di M2 . L'Ig M2 è in grado di riconoscere il recettore muscarinico come molecola bersaglio o antigene; in un secondo tempo si aggiunge alla sezione qualche goccia contenente un'antimmunoglobulina (antIg) denominata TRITC , che riconosce la sua Ig M2 come bersaglio.
Il complesso immunoistochimico: recettore muscarinico - Ig M2 - antIg TRITC determina in fluorescenza una colorazione rosso chiara, indicando la probaile presenza di recettori muscarinici, occupati dall'acetilcolina (Ach), promuovendo la liberazione di secondi messaggeri all'interno della cellula nervosa, variando la conduttanza (1/R) degli ioni K e Ca e modificando la trasmissione dell'impulso nervoso.
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presenza di recettori muscarinici nell'ape

Il recettore muscarinico è un recettore transmembrana appartenente alla grande famiglia dei recettori accopiati alle proteine G.
Il ligando naturale del recettore muscarinico è l'acetilcolina (Ach), neurotrasmettitore deputato alla trasmissione dell'informazione nervosa ed in grado di legarsi anche ai recettori nicotinici (nAchRs).
Mentre i nAchRs sono canali ionici (diretti) che legando l'Ach consentono i flussi di ioni, l'attivazione del recettore muscarinico (mAchRs) innesca una cascata di reazioni intracellulari mediate dal rilascio di un secondo messaggero. Nell'uomo i recettori muscarinici corrispondono a cinque tipologie: M1-M2-M3-M4-M5, con funzioni eccitatorie ed inibitorie nella trasmissione dell'impulso nervoso a livello di vari tessuti, con variazione della conduttanza (1/R) per lo ione K (potassio) e Ca (calcio).Posted by Picasa

Classificazione scientifica binominale dell'Ape Mellifera

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Regno: Animalia
Sottoregno: Eumetazoa
Ramo: Bilateria

Phylum: Arthropoda
Subphylum: Tracheata
Superclasse: Hexapoda
Classe: Insecta
Sottoclasse: Pterygota
Coorte: Endopterygota
Superordine: Oligoneoptera
Sezione: Hymenopteroidea

                                                                                                                             Ordine: Hymenoptera
                                                                                                                             Sottordine: Apocrita
                                                                                                                             Sezione: Aculeata
                                                                                                                             Superfamiglia: Apoidea
                                                                                                                             Famiglia: Apidae
                                                                                                                             Sottofamiglia: Apinae
                                                                                                                             Tribù: Apini
                                                                                                                             Genere: Apis
                                                                                                                             Specie: A. mellifera

mercoledì 27 gennaio 2010

il pesticida IMIDACLOPRID aumenta la produzione di ChAT

 Fotografia di sezione della testa dell'ape, eseguita al microscopio confocale, presso il dipartimento DIBIO dell'Universita' di Genova in Italia (gennaio 2009).
L'Ape Mellifera è stata esposta all'imidacloprid (somministrazione di acqua zuccherata con 1/100.000 Moli di pesticida) con conseguente morte dell'insetto dopo pochi minuti. Nella sezione immersa in paraffina si è proceduto con una ricerca immunoistochimica (reazione di IR), per evidenziare l'enzima colina-acetiltransferasi (ChAT) prodotta dall'ape negli ommatidi dell'occhio composto ( IR per la ChAT), utilizzando un'immunoglobulina (Ig) denominata antiChAT e un'antiIg  di coniglio denominata Antirabbit FITC, che riconosce l'antiChAT legata alla ChAT dell'ape. L'immunocomplesso   ChAT ape - antiChAT - Antirabbit FITC sviluppa in fluorescenza una colorazione verde chiara intensa, che rileva un'abbondante produzione di ChAT prodotta dall'Ape Melllifera, provocata dal pesticida IMIDACLOPRID; la voluminosa presenza dell'enzima gonfia l'ommatidio a forma di peduncolo alterando le posizioni dei fotorecettori , visibili in un'altra sezione trattata con la colorazione DAPI Posted by Picasa

martedì 26 gennaio 2010

tessuto adiposo-simile nell'ape


Fotografia di sezione della testa di ape, eseguita al microscopio confocale, presso il dipartimento DIBIO dell'Universita' di Genova in Italia (gennaio 2009).
La sezione è immersa in paraffina e trattata con la colorazione DAPI, evidenziando i nuclei delle cellule presenti  che assumono una colorazione bianco-opaca o bianco-lucente.
I nuclei si presentano nella cellula a livello periferico in una corona citoplasmatica, che delimita un vacuolo occupato da grasso di riserva,  (vacuolo centrale scuro della cellula).
La disposizione di questo tessuto adiposo-simile indica nell' Ape Mellifera, la possibilita' di attingere a riserve energetiche come avviene per specie animali piu' evolute.
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le cellule Kenion integratori sensoriali nell'ape

Fotografia di sezione della testa dell'ape, eseguita al microscopio confocale, presso il dipartimento DIBIO dell'Universita' di Genova in Italia (gennaio 2009). La sezione è immersa in paraffina e trattata con la colorazione DAPI, evidenziando i nuclei delle cellule presenti che assumono un colore bianco opaco. Si osservano due calici, appartenenti ai corpi fungiformi dell'Ape Mellifera rappresentanti i centri di integrazione sensoriale. I calici sono riempiti e delimitati da innumerevoli nuclei corrispondenti alle cellule Kenion, particolari neuroni cerebrali dell'ape, da cui partono i singoli assoni che si addensano a formare il calice. Tra i due calici si pone un dotto tracheale che trasporta ossigeno indispensabile per il metabolismo delle cellule nervose. Una regione meno addensata di neureoni e ricca di fbre nervose delimita il dotto tracheale e i calici costituiti dalle cellule Kenion.
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effetto del pesticida IMIDACLOPRID nell'occhio composto dell'ape

Fotografia di sezione della testa di ape, eseguita al microscopio confocale, presso il dipartimento DIBIO dell'Universita' di Genova in Italia (gennaio 2009).
L'Ape Mellifera è stata esposta all'imidacloprid (1/100.000 Moli), formula chimica sopra esposta, facendola morire nel giro di pochi minuti; in seguito varie parti anatomiche dell'ape sono state immerse in paraffina e sezionate per una visuale al microscopio confocale. Questa sezione è stata trattata con la colorazione DAPI, mettendo in evidenza i nuclei delle cellule presenti che assumono un colore bianco-lucente e bianco-opaco. La sezione riguarda l'occhio composto, che presenta lateralmente a destra singoli OMMATIDI A FORMA DI PEDUNCOLO SCURO RIGONFIATI DI ChAT PER L'AZIONE DELL'IMIDACLOPRID. La maggior produzione dell'enzima ChAT, modifica la posizione dei fotorecettori e si osservano i loro nuclei nelle parte distale degli ommatidi. La ChAT o colino-acetiltransferasi è un enzima importante del sistema nervoso colinergico, e sintetizza l'acetilcolina (Ach), importante neurotrasmettitore nella trasmissione dell'impulso nervoso. Si osserva inferiormente agli ommatidi fasci di fibre nervose che raggiungono un vasto gruppo di cellule bipolari (dal nucleo allungato), raffigurandosi in un'importante stazione neuronale per le informazioni visive provenienti dai fotorecettori. L'informazione visiva prosegue dalle cellule bipolari tramite loro lunghi assoni che si riuniscono in fasci per raggiungere altre stazioni nervose
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l'insetticida Fipronil causa di morte dell'Ape Mellifera

L'insetticida Fipronil agisce ad ampio spettro sugli insetti, a cui appartiene l'Ape Mellifera, agendo a livello del sistema nervoso centrale bloccando il passaggio degli ioni cloruro nei recettori per il GABA e Glutammato, eludendo l'azione regolatrice sulla trasmissione dell'impulso nervoso .
L'insetticida risulta altamente tossico per i pesci ed invertebrati acquatici.
Per gli ucelli montani, il fipronil risulta altamente tossico, mentre agisce senza alcun danno per gli altri ucelli.
Negli animali e nell'uomo, l'avvelenamento da Fipronil è caratterizzata da vomito, agitazione e convulsione.
Nel maggio 2003 nel sud della Francia, un numero elevato di api mellifere morirono di tossicita' acuta da Fipronil trattato sulle sementi.
DL 50 orale: ng/ape 4,2 - DL 50 contatto: ng/ape 5,9
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